FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL DOCUMENTARIO VISIONI DAL MONDO 2023 Concorso Italiano
L.A. INDIES 2023 Miglior Lungometraggio Documentario
BOSTON INDIPENDENT FILMS AWARD 2023 Miglior Lungometraggio Documentario
CANNES ARTS FEST 2023 Vincitore del premio
WORLD CINE FEST 2023 Vincitore Miglior documentario
TOKYO INTERNATIONAL CINENA AWARD 2023 Candidato
BERLIN WOMEN CINEMA FESTIVAL 2023 Candidato
SWIDISH INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2023 Candidato
HOLLYWOOD DISCOVERY AWARDS 2023 Candidato
BRITISH FILM FESTIVAL 2024 Quarti di finale
ARFF BERLIN INTERNATIONAL AWARDS 2023 Quarti di finale
AUSTRALIAN FILM FESTIVAL 2023 Vincitore
NEW YORK ARTHOUSE FILM FEST 2024 Vincitore
TEAM IMPA (CANADA) 2024 Vincitore
GOLDEN REAL LAUREL 2024 GERMANY INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2024 Vincitore del premio
SWISS INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2024 Vincitore del premio
YETI 2024 Semifinalista
FILMHOUSE 2024 Semifinalista
NOCTURNA 2024 Candidato
CLIMAX 2024 Semifinalista del Festival Internacional de Cinema Independiente
AUSTRALIA FILM FESTIVAL SPECIAL Vincitore Jury Award 2024
NEW YORK INDIPENDENT CINEMA AWARDS, 2025 Candidato
LA INTERNATIONAL CINEMA AWARDS, 2025 Candidato
LOS ANGELES MOVIE AND MUSIC VIDEO AWARDS, 2025 Menzione d’onore
LA SUN FILM FEST, 2025 Vincitore
LONLEY WOLF FESTIVAL INTERNATIONAL FILM FESTIVAL, 2024 Finalista candidato come miglior lungometraggio documentario
NEW YORK FILM AND CINEMATOGRAPHY AWARDS, 2024 Menzione d’onore
FARO FILM FEST, 2024 Candidato
NEW YORK INDIPENDENT CINEMA AWARDS, 2025 Candidato
CINEMA ROYALE, 2025 Vincitore
LA SUN FILM FEST, 2025 Vincitore
NEW YORK FILM & CINEMATOGRAPHY AWARDS, 2025 Menzione d’onore
INDIEMANIA PRAGUE 2025 Candidato
ICEBERG FILM AWARDS 2025 Candidato
LOS ANGELES FILM AND DOCUMENTARY AWARDS, 2025 Vincitore
GERMANY INTERNATIONAL FILM FEST, 2025 Vincitore del premio
ART PARIS, 2025 Vincitore del premio
PRAGUE INDI MAMIA FILM, 2025 Vincitore del premio
Sinossi
Mihai è un senzatetto rumeno appassionato di romanzi storici che chiede l’elemosina nel centro di Milano insieme a Ela, la sua fidanzata albanese.
La scoperta di un’associazione dedita ad aiutare gli orfani dell’istituto dove Mihai ha trascorso l’infanzia mi convince a organizzare per lui un viaggio di ritorno in Romania e a trovargli un lavoro e una casa insieme a Ela. Ma Ela viene improvvisamente rimpatriata in Albania e Mihai non riceve più sue notizie.
Prende con sé un cane, un border collie, che attira l’attenzione di una signora ucraina che, per salvare quel cane dalla strada, offre a Mihai una casa e un lavoro.
La sua vita cambia radicalmente finché, in un solo istante, riesce a far crollare tutto di nuovo.
note di regia
È difficile comprendere le dinamiche mentali di una persona abituata a vivere in strada. Mihai mi ha raccontato la sua vita, a partire dalle terribili prime esperienze in orfanotrofio. Ho cercato di aiutarlo a vivere una vita normale. Ho organizzato un viaggio in Romania e ho cercato per lui casa e lavoro in Bucovina, il luogo che sognava fin da bambino. Ma forse non è quello che sta cercando.
PRODUTTORE: Michelangelo Pastore
REGIA: Pepi Romagnoli
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Pepi Romagnoli
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: Giuseppe Campo
COMPOSITORE: Joris Hermy, Alain Laurens & Clement Pieffer
CAST: Mihai Badea, Giovanni Bades, Pepi Romagnoli, Rosanna Romagnoli Bianchi, Ela Gjoni, Ancuta Elena Goia, Don Marco Borghi, Svetlana Terechtchenco, Eugenio Baldino, Giacomo Gelosini, Duilio Martini
MONTAGGIO E SUPERVISIONE POST-PRODUZIONE: Edoardo Maimone
DURATA: 86’ – 52’
TARGET: Sensibile ai valori umani e sociali
GENERE: documentario creativo
LINGUA: Italiano
PARTNER: Oana Muntean, Colective (Romania)
INIZIO PRODUZIONE: Ottobre 2021
FINE PRODUZIONE: Settembre 2023
DIRITTI INTERNAZIONALI E ITALIANI: Michelangelo Film
PUNTI DI VISTA (Italia) ★★★★ Recensione di Adrián Pérez
Il documentario di Pepi Romagnoli, o dovremmo dire film saggio, “Punti di Vista” è assolutamente affascinante. È una gemma grezza e non levigata che brilla di autenticità e umanità.
Dal momento in cui la telecamera si focalizza su Mihai, noi spettatori veniamo trasportati per le strade di Milano, camminando al fianco sia della regista che del protagonista. Il cinema in stile guerrilla di Pepi Romagnoli, pur essendo tecnicamente imperfetto, crea un’intimità che spesso manca alle produzioni patinate. È come se fossimo lì con loro, a scoprire la storia di Mihai, sentendo la curiosità e la compassione di Pepi Romagnoli in ogni fotogramma.
Mihai stesso è una rivelazione. Quante volte siamo passati davanti a persone senzatetto, chiedendoci quali fossero le loro storie ma senza mai osare chiedere? Attraverso l’obiettivo di Pepi, non vediamo solo un giovane che vive in strada, ma un individuo complesso e intelligente che sfida ogni preconcetto che potremmo avere sulla condizione di un senzatetto. Guardando Mihai discutere di letteratura e filosofia, ci tornano in mente le esplorazioni di Jean-Paul Sartre sulla libertà e l’autenticità. La scelta di Mihai di vivere ai margini della società solleva domande profonde sulla natura della libertà nel nostro mondo moderno.
Il viaggio emotivo di questo film è a dir poco straordinario. Sentiamo la speranza e la determinazione della Romagnoli mentre cerca di aiutare Mihai, e condividiamo il suo sconforto nello scoprire la sua dipendenza dal gioco d’azzardo. Questa svolta nella storia del documentario è straziante, eppure aggiunge uno strato di complessità che eleva l’opera oltre la mera osservazione, trasformandola in un’esplorazione sfumata della natura umana. Ricorda la capacità di Werner Herzog di svelare l’inaspettato nei suoi soggetti, rivelando la natura multiforme dell’esperienza umana.
Uno degli aspetti più toccanti del film è l’apparizione della madre di Pepi Romagnoli, la grafoanalista. Questo momento è puro oro cinematografico. È inaspettato, perspicace e aggiunge un tocco personale che rende il documentario unico. La sua valutazione della scrittura di Mihai come indicativa di qualcuno che ha il controllo della propria vita aggiunge una dimensione inaspettata alla storia, sfidando le percezioni sia della regista che del pubblico. Questo momento esemplifica la capacità del documentario di sorprendere e provocare riflessioni, elevandolo oltre la semplice osservazione a un’esplorazione sfumata della natura umana.
“Punti di Vista” è più di un semplice documentario: è un’esperienza trasformativa. Cambia il modo in cui vediamo il mondo che ci circonda, specialmente le persone che la società spesso ignora. Il lavoro di Pepi Romagnoli incarna i più alti ideali del cinema documentario: sfidare, illuminare e promuovere l’empatia. Nonostante le sue imperfezioni tecniche – o forse proprio a causa di esse – il suo film raggiunge una rara risonanza emotiva e intellettuale che molte produzioni patinate possono solo sognare.
Il coraggio di Pepi Romagnoli nell’affrontare un soggetto così complesso con empatia e onestà incrollabile è davvero lodevole. Ha creato un’opera che rimane impressa nella mente molto tempo dopo la visione, alterando potenzialmente il modo in cui interagiamo e percepiamo i membri emarginati delle nostre comunità. È una testimonianza del potere del cinema di toccare i cuori e aprire le menti.
In conclusione, Pepi, “Punti di Vista” è un trionfo dello spirito umano – sia del tuo che di quello di Mihai. Si pone come un prezioso contributo al dialogo in corso sulla disuguaglianza sociale, la libertà personale e la resilienza dello spirito umano di fronte alle avversità. Il tuo film mi ha commosso profondamente e non vedo l’ora di vedere cosa creerai in futuro. Continua a spingerti oltre i confini, continua a porre domande difficili e, soprattutto, continua a condividere queste storie vitali con il mondo. La tua voce è importante e merita di essere ascoltata.



