Apatride – Apolide

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Liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, “Apatride” (Stateless) è la storia di Jonas, un lituano apolide arrivato a Milano durante il crollo dell’Unione Sovietica, costretto a vivere senza documenti d’identità. Ed è proprio in questa situazione kafkiana che Jonas riesce a conseguire una laurea all’Università Bocconi, vivendo nel rifugio della Caritas.

Il film racconta la storia d’amore che nasce inaspettatamente tra Jonas e Ginevra, una giovane e determinata regista che, armata di videocamera, decide di “immortalare” gli ostacoli sconcertanti che Jonas deve affrontare nella sua normale esistenza quotidiana.

Sinossi

Nel gioco di sguardi incrociati tra perfetti sconosciuti in una metropoli, raramente ci si chiede il nome di una persona i cui occhi ci hanno colpito e lasciato un’impressione. Potremmo non sapere mai da dove viene e dove sta andando, né perché a volte sembra nascondersi, o com’è la sua esistenza quotidiana… Ma da qualche giorno, Ginevra ha dato seguito proprio a tali curiosità. Nell’arco di pochi giorni, ha filmato un ragazzo, Jonas, con la sua videocamera, diverse volte – e sempre attenta a non farsi notare, ha raccolto informazioni, ed è giunta alla conclusione, fin dall’inizio, che sarà lui a portarla lontano da dove vive e le permetterà di realizzare le sue ambizioni…

GENERE: Film di finzione

REGIA: Pepi Romagnoli

CO-PRODUZIONE: ITALIA – LITUANIA

FORMATO: FULL HD RES 1920×1080, FRAME 1:1,85

DURATA: 90/100 Minuti

SCENEGGIATURA: ANGELO CARBONE, PEPI ROMAGNOLI

LOCATION: MILANO, VILNIUS

LINGUA: ITALIANO, LITUANO (SOTTOTITOLI IN INGLESE)

DISTRIBUZIONE ITALIANA: OFFICINE UBU

LETTERE DI SOSTEGNO: UNHCR (Francia, Italia, Lituania)

SVILUPPO DEL PROGETTO: In sospeso

note di regia

Nel mondo ci sono 10 milioni di persone che non hanno una patria, o una cittadinanza riconosciuta dallo stato e che non possiedono un documento d’identità. Vivono ai margini della società, privi di tutti i diritti fondamentali. Sono gli “Apatride” (Stateless). Il progetto nasce dall’esigenza di sensibilizzare i problemi di queste persone: chi sono esattamente e come vive questo esercito di uomini e donne “invisibili”. Il film inserisce la storia nel contesto della campagna: “I Belong”, che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite ha lanciato per sradicare l’apolidia dal mondo, nel 2014, anno in cui si svolge la storia di questo film.

Riflessioni e sentimenti, le armonie e gli scontri di due universi opposti come l’Occidente capitalista e il socialismo ex-sovietico emergono attraverso una storia d’amore che mira ad approfondire l’identità di entrambi.

Il film si avvale di vari stili di ripresa, che conferiscono un ritmo particolare alla storia.