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“Ink in China” è un viaggio-reportage nel mondo dell’arte cinese che mette a confronto le diverse modalità di espressione artistica legate all’inchiostro di china: da un lato la Cina con le sue tradizioni calligrafiche millenarie e dall’altro l’Occidente con le sue modalità di espressione più figurative.
Sinossi
Il documentario inizia a Milano dove Jean Blanchaert, artista eclettico e gallerista, ci descrive il suo rapporto con l’inchiostro di china: dove e come è stato ispirato a lavorare con l’inchiostro di china; cosa significa disegnare con un segno che non può essere cancellato: Jean ha pubblicato tre libri in cui ha disegnato ritratti a inchiostro di china. Desideroso di avvicinarsi all’arte dell’inchiostro di china in Cina (dove, nonostante il nome, è stata inventata), Jean, insieme a una troupe cinematografica, incontra uno dei più famosi Maestri di Calligrafia cinesi, Wang Dongling, che lo invita nel suo studio. Wang parla a Jean dell’atto della scrittura come espressione del rapporto tra arte e corpo, dopodiché illustra l’uso del pennello e i movimenti dei polpastrelli, dei polsi, delle braccia e dell’intero corpo – definendo il suo lavoro come “arte astratta a inchiostro”. Le sue opere sono profondamente radicate nelle antiche filosofie del Buddismo e del Taoismo, così come
nella poesia cinese. Combinando poesia e pittura, Wang crea opere nel corso di performance in cui traduce i testi di antichi versi cinesi in interpretazioni gestuali. Lo scambio tra i due dà origine alla possibilità di ospitare una mostra del Maestro in Italia. Jean tuttavia non trova tutte le risposte alle numerose domande che ha portato con sé dall’Italia: forse solo alla fine del viaggio, che tocca Hangzhou e Shanghai, dopo aver incontrato una serie di diversi artisti contemporanei la sua curiosità sarà pienamente soddisfatta…
SOGGETTO: PEPI ROMAGNOLI
REGIA: PEPI ROMAGNOLI
PRODUZIONE: MICHELANGELO FILM (ITALIA)
GENERE: REPORTAGE D’ARTE
STATO: In Sospeso
DURATA: 90’/ 52′
FORMATO: 4K
TALENTI CHIAVE: Dall’Italia: Jean Blanchaert-Valentina Cheng- Dalla Cina: Wang Dongling – Wang Zoujun – Lin HaiHong, Han Lu
note di regia
In Occidente i segni a inchiostro sembrano essersi persi: dalle firme digitali alla scomparsa delle tipografie litografiche, sono svaniti dai fumetti così come dal semplice piacere di scrivere brevi note su biglietti d’auguri. Oggi c’è quasi imbarazzo di fronte a una lettera scritta a mano. Non solo l’inchiostro è scomparso, ma anche i “segni”, le identità legate ai simboli dei nostri alfabeti. A questo punto, come sono cambiati, ad esempio, i metodi per insegnare ai bambini a scrivere? Per rispondere a questa e ad altre domande, il documentario cerca risposte in Cina con le sue tradizioni calligrafiche millenarie.



